Un oggetto senza un mercato non è un prodotto. Lo ripetiamo come un mantra (leggi qui un articolo sull’argomento), ma spesso questa, che per noi è un’ovvietà, è un’affermazione priva di significato per chi ha depositato un brevetto.

Ogni innovazione deriva da un’esigenza personale cui si è apparentemente trovata la soluzione. Il problema è: quante persone avvertono la stessa esigenza? Quante di loro sarebbero disposte a spendere dei soldi per risolvere il loro problema? Qualora lo fossero, sarebbero disposte a spendere più di quanto costa produrre l’oggetto che lo risolve? Sono in numero sufficiente per coprire i costi di sviluppo del prodotto? In altre parole, investire in quel prodotto è/potrebbe essere remunerativo?

Le risposte in alcuni casi sono semplici, ma spesso non sono così scontate. Inoltre nessuno è onnisciente e per avere un parere è sempre meglio affidarsi ad un esperto. Per questa ragione abbastanza spesso proponiamo ai nostri clienti una “Valutazione sul grado di accettabilità dell’innovazione”.

Si tratta di un servizio di ricerca a basso costo, ma ad alto contenuto. Si seleziona un campione, il più possibile rappresentativo dei potenziali usufruitori dell’invenzione, e si somministra un questionario professionale realizzato ad hoc. La ricerca è di tipo qualitativo e con i soggetti selezionati si cerca di valutare l’invenzione in ogni suo aspetto: economico, funzionale, estetico, ecc.. Da questi colloqui, normalmente una decina, si raccolgono informazioni molto utili:

  • sia in caso di risposte negative: per il risparmio su ulteriori investimenti inutili
  • sia in caso di risposte positive: sarebbe bello se…, non dovrebbe costare più di…, ecc.

Queste ricerche hanno anche il vantaggio di essere accessibili a chi non ha ancora prototipato l’oggetto inventato. La realizzazione di un prototipo comporta infatti dei costi che vanno investiti soltanto quando c’è un reale potenziale dell’invenzione o quando è necessario realizzarlo per dimostrare che l’idea funziona veramente.

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